Indescrivibili sono l’eccitazione e l’entusiasmo che si provano nell’incontrare ciò che si andava inconsciamente cercando. Trovare forma e parole che racchiudano il senso e forniscano carne e sangue al proprio oscuro intendimento è come vivere le prime scoperte, è come il riaffiorare di un ricordo perduto.
Riconoscendoci in questo messaggio, noi abbracciavamo Thelema, più attratti da un’inspiegabile e inconsapevole familiarità che sorretti da una reale coscienza, e ci scontravamo con le prime difficoltà nel reperire informazioni attendibili sulla materia: internet era quasi fantascienza, e le poche traduzioni decenti erano vendute a prezzi fuori dalla portata dei più giovani.
Ma in mancanza di simili mezzi, era un curioso intreccio degli eventi a porgerci l’occasione per il nostro primo contatto con l’O.T.O..
La Regola inaccessibile del “Caos” ha la sua maschera nel disordine invadente del “Caso”.
Grazie a una di quelle azzardate combinazioni dell’Universo, nascoste dietro al nome di “coincidenza” o “caso” per definire meccanismi la cui complessità è inavvicinabile, conoscevamo il nostro primo contatto con l’Ordo Templi Orientis, proprio nel momento in cui alcuni di noi avvertivano l’esigenza di allacciarsi a qualche metodo iniziatico inserito nel solco della Tradizione, perché le nostre forze ed il nostro entusiasmo non erano sufficienti a garantire un progresso al riparo da squilibri e deformazioni interiori… “Anche in Magia si può far poco senza l’aiuto degli altri”, Crowley, “Magick”, ed. Astrolabio.
Dopo aver posto solide basi di reciproca fiducia, e appurato che si trattava proprio del vero e unico O.T.O., (il solo legittimato, con tanto di sentenze legali, a portare questo nome e porsi come diretto continuatore dell’Opera Crowleyana) decidevamo, inizialmente in due, di richiedere ammissione.
Nel maggio del 1997 venivamo iniziati a Roma, nella storica Loggia di Khem, dall’allora Maestro nazionale dell’O.T.O., colui che aprì per primo, a metà degli anni ottanta, la Via alla Corrente 93 in Italia.
Al nostro ritorno un entusiasmo contagioso cristallizzava e coagulava le intenzioni di molti tra noi, attraendo al contempo nuovi individui.
Alla fine dello stesso anno a Torino eravamo circa una decina di iniziati all’O.T.O., in ottimi rapporti umani e già avvezzi a formare un cerchio.
Le pratiche e la disciplina sul campo nutrivano di nuovi stimoli i nostri già ferventi spiriti.
All’inizio del 1998, sul finire dell’inverno, nasceva formalmente ed ufficialmente lo “Shanty” Camp di Torino, termine sanscrito traducibile con “Pace”, “Serenità”, un auspicio per la vita sociale del cerchio, ma non solo semplicemente ciò…
La nostra inesperienza era compensata dall’entusiasmo, nel giro di pochi anni eravamo ormai raddoppiati, e le frenetiche attività del corpo ufficiale si intrecciavano fittamente con le sorti dei gruppi di Roma e Firenze, con cui fin da subito avvenne un continuo e proficuo scambio.
Ma il vero spartiacque per il nostro cerchio fu il soggiorno torinese dell’allora Maestro nazionale dell’O.T.O., Fr.: Al Avr Tzch Svr.
Quei 9 mesi a cavallo dell’anno 2000 segnavano indelebilmente il cammino della nostra crescita, spinti dalle sue densissime e continue lezioni teorico-pratiche molti sperimentavano l’effettiva penetrazione del fattore magico nel quotidiano, comprendevano quanto in profondità arrivi, nella psiche e nel sistema nervoso, il potere di questa Corrente iniziatica.
La sua “gravidanza”, partoriva un gruppo più solido e consapevole, e coincideva con il passaggio del corpo ufficiale da “Camp” a “Oasi”, ovvero con l’autonomia e l’indipendenza nel compiere iniziazioni fino al III° grado.
Tornando a Roma, ci lasciava ormai preparati per erigere un Tempio degno della Forza di Volontà di un Toro, segno e simbolo della nostra magica città.
Il primo passo consiste sempre nel costruire un cerchio forte e conquistare uno spazio fisso consacrato interamente alla diffusione della Corrente 93.
A partire dal 2001 la Shanty, con il contributo di tutti, ha lavorato in un luogo adibito a Tempio, e dal 2006 possiede un proprio Tempio, in cui riunirsi ed operare, in cui svolgere attività pubbliche oltre che interne.
Il numero dei membri è andato aumentando con costanza fino a renderci uno dei più frequentati gruppi O.T.O. in Italia.
I Fratelli e le Sorelle provengono da percorsi ed esperienze le più disparate, accomunando spiriti culturalmente e socialmente lontani, cosa che rende oltremodo stimolante e fertile il confronto. Ciascuno è spinto ad esercitare il potere della Libertà nel rispetto della diversità, ma i cuori di tutti condividono un fondamento e un linguaggio comuni…lo stesso mezzo per fini diversi.
Oggi, a quasi un decennio di distanza, pur restando un gruppo mediamente giovane, la Shanty, divenuta ormai Loggia, sembra aver gettato solide basi per un futuro che regala squarci di prospettive interessanti.
Molti tra i nostri fratelli condividono anni di battaglie e amicizia, cosa che ha permesso di temprare il centro intorno al quale ruota la florida vita del cerchio.
Gli anni densi della formazione individuale e dell’intima introspezione hanno visto la Shanty operare in una dimensione profondamente underground, dalla quale solo ora cominciamo ad emanciparci.
La nostra gioventù lascia ampi margini di tempo all’approfondimento del lavoro di formazione individuale, base necessaria per potersi porre in maniera seria, equilibrata e consapevole all’interno un regno troppo spesso frequentato da eccentrici millantatori in cerca di attenzioni o pronti ad approfittare dell’altrui ignoranza e debolezza. Questi personaggi hanno finito per oscurare il silenzioso, serio ed umile lavoro di quei (non pochi, per fortuna, ma comunque sempre in minoranza) devoti adepti votati alla causa.
E’ anche un dovere di tutti costoro occuparsi di ripulire il giardino in cui si muovono, contribuendo a “coltivare i fiori ed estirpare le erbacce”, parafrasando un nostro Testo Sacro.